L’accordo fantasma Ottobre 25, 2008
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accordo,fantasmaGli affari si fanno. Ma del testo dell’Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia non se ne vede traccia. Né in Parlamento, sede deputata a discutere e approvare l’Accordo, né a Palazzo Chigi, dove il testo dell’Accordo (firmato il 31 agosto 2008) deve ancora approdare.Storia di una «diplomazia a due livelli» che ha avuto come protagonisti, da parte italiana, personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra diplomazia, ma molto con il mondo degli affari: il riferimento è all’uomo di fiducia del Cavaliere, l’uomo d’affari tunisino Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca. Dei contenuti dell’Accordo, che pure aveva suscitato dibattito e polemiche, non si hanno notizie, mentre le prime pagine dei giornali sono «conquistate», e a ragione, dall’ingresso di capitali libici in Unicredit, come il tentativo, da parte italina, di «puntellare» Telecom sempre grazie ai capitali libici, tentativo, quest’ultimo, fallito per il crollo del titolo, e dell’appetibilità, di Telecom Italia. Storia di una discussione ritardata, e per ragioni che poco hanno a che vedere con la politica e, ancora una volta, molto con gli affari. Riflette una fonte diplomatica: «È evidente che in una fase di grave crisi finanziari, e con una recessione globale che bussa alle porte dell’Occidente, i capitali libici acquistano, come dire, una forte rilevanza politica.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80054
Tre bolidi sull’A12 seminano la polizia Ottobre 4, 2008
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tre,bolidi,sull,semiMomenti di panico nel primo pomeriggio di ieri sull’autostrada A12 tra Rosignano e Sestri Levante per una gara tra auto di lusso. Alle 13 sono entrate dal casello di Rosignano una Porsche gialla inglese e due auto con targa tedesca, una Lamborghini nera e una Ferrari Testa rossa; un’ora dopo, lasciate alle spalle, ben distanziate, le auto della polizia stradale che si erano messe all’inseguimento, i tre bolidi sono usciti al casello di Sestri Levante dove però Porsche e Lamborghini si sono tamponate. È stato calcolato che le vetture hanno percorso il tratto Rosignano-Sestri Levante a una media di 180 chilometri orari. A seguito del tamponamento, tre auto della polizia stradale hanno bloccato gli occupanti di Porsche e Lamborghini, mentre la Ferrari si dileguava. Le macchine partecipavano al Tour Italia per miliardari ed erano dirette a Montecarlo per un raduno previsto per oggi. Le due vetture, comunque, sono state sequestrate. I test per valutare il tasso alcolemico ai conducenti sono risultati regolari, così come i controlli per l’eventuale assunzione di droghe. Per nulla scomposti, i ricchi automobilisti accompagnati da splendide modelle e per nulla preoccupati, hanno confermato che raggiungeranno l’aeroporto di Nizza per essere comunque presenti al raduno di Montecarlo, seppure appiedati.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295593 nano,polizia
La «Casana», i suoi primi cinquant’anni Ottobre 4, 2008
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Nino Gotta, ex dirigente di Carige è direttore de «La Casana» da quarant’anni. In questo suo ricordo ci racconta la bella storia di una bella iniziativa editoriale.Il periodico di informazione e cultura edito dalla nostra banca compie cinquant’anni! L’esordio editoriale risale, infatti, al bimestre settembre-ottobre 1958 ed era programmato, secondo le intenzioni del Direttivo della banca editrice, per avere una cadenza di uscita bimestrale. La ragion d’essere era evidenziata nella presentazione di quel primo numero: per la Cassa di Risparmio di Genova era in atto un processo evolutivo collegato ad uno sviluppo di attività esaltante, sotto tutti i punti di vista, della vita economica e sociale dell’epoca.Espansione territoriale in atto, esigenza di nuove dimensioni e quindi necessità in termini di spazi per gli uffici di sede onde poter raggiungere efficienza e funzionalità adeguate ad una crescita esponenziale dell’istituto bancario. Nasceva da quella esigenza la decisione di dare alla Cassa una nuova sede centrale che rispondesse alle moderne esigenze di una banca – sempre più Banca e sempre meno Cassa – pur mantenendo per scelta economica ma anche sentimentale l’ubicazione storica, laddove per secoli aveva operato la «Casana», una benefica istituzione creata con il nobile scopo di combattere l’usura; ed era appunto così che i genovesi erano abituati a chiamare quella istituzione, trascurando l’origine etimologica di quel nome, non mai perfettamente definita.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295616