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Miracolo in piazza Rai Luglio 21, 2008

Posted by meteorch in news usa.
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Che l’estate televisiva raggiunge il suo vertice di delirio creativo lo capisci quando su un palco issato su una piazza di paese vedi tutti insieme il crine selvatico di Massimo Giletti, ballerine che s’agitano volteggiando con un pupazzo di neonato in braccio, cantanti pop ultrasiliconate inneggiare all’Altissimi puntando letteralmente il ditino verso l’alto e vario notabilato locale che parla della ’spiritualità’ delle proprie terre. Ebbene sì, è la nona edizione dello spettacolo benefico ‘Una voce per Padre Pio’, dove – dopo Little Tony che fa la mossa alla Elvis (con la differenza che quello cantava My Way e questo ulula in playback una strapazzata melodia straitaliana) – viene proposta in prima serata, davanti a vari milioni di spettatori superstiti, di cui molti ipotetici pagatori di canone Rai, un nuovo straziante ‘evento prodigioso’ ad opera del Santo dalle sanguinose stimmate: c’è un signore, oggi sessantenne, che quando era bimbetto guarì d’improvviso da una malattia fulminante, nello stupore generale. Perché? Ovvio: perché il papà del medesimo aveva tenuto una fotografia di Padre Pio sotto il cuscino. ‘Solo la Chiesa potrà stabilire se questo evento potrà effettivamente essere considerato un miracolo’, s’impone di aggiungere dall’alto della sua sgargiante cravatta il Giletti, bontà sua, massima espressione di laicità televisiva nell’anno domini 2008. Lasciamo stare che avevamo appena terminato di vedere le aspiranti ‘Veline’ – ragazzine scosciate obbligate a fare prove demenziali di fronte ad un numero ancor maggiore di ascoltatori – lasciamo stare che in contemporanea Gasparri chiamava ‘cloaca’ il Consiglio superiore della magistratura, dimentichiamo le previsioni della Coldiretti che ci annuncia che le scorte di pane tra qualche mese potrebbero terminare (facendoci rimpiombare in uno scenario da dopoguerra), lasciamo perdere il crollo dei salari, l’assalto ai principi costituzionali, il rispolvero razzista delle impronte digitali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77290

Comincio dalla dedica Luglio 3, 2008

Posted by meteorch in news usa.
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Aprirò il libro dalla dedica. Non guarderò la copertina, non ancora. Ci ritorno dopo un po’: è rilegata in brossura cucita a filo refe, così da resistere di più all’usura. La sovraccoperta è bianca, il nome dell’autore è scritto in nero, mentre per il titolo si è scelto il colore rosso e forse non a caso: alla frontiera del libro e delle parole, come qualcuno ha scritto, c’è sempre una ferita.Sotto il nome e il titolo c’è la fotografia dell’autore. Cerco quel dettaglio che Roland Barthes definisce punctum, «l’elemento casuale che mi colpisce, mi ferisce», la chiave di lettura dell’immagine stampata. In questa foto di uomo canuto, di gentiluomo elegante, quasi un ritratto d’altri tempi (Rinascimento o Risorgimento?) il punctum per me è il fondo nero, forse non è un semplice espediente fotografico che gioca con le tonalità dominanti della copertina che s’accostano e s’incrociano – il bianco, il rosso, il nero.Quel fondo è un sipario: il volto dell’uomo è in primo piano e dietro ha un sipario nero. Si aprirà?Il sipario è dunque un invito, l’invito ad aprire il libro ed entrare nelle pagine. Lo faccio. Si comincia con una nuova ferita: il pianto disperato di bimbo per una casa che lascerà per sempre. Ricordi, considerazioni, pensieri: dalla fanciullezza («l’infanzia è una stagione fatata.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76648