«Una città di dopati» Novembre 2, 2008
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una,citt,dopatiA rrivato in Val Tidone nella casa di Carlo Zucca Alessandrelli, fondatore della terapia psicoanalitica di gruppo a Milano ed esperto nella terapia delle tossicodipendenze, avevo soltanto voglia di annusare un fiore. Parlare di Milano, no; tanto meno dal punto di vista psicologico, sebbene Zucca sia uno dei maggiori psicanalisti milanesi degli ultimi decenni. A un certo punto, ci siamo ricordati del «malato lontano» – la città – e della sua cartella clinica dove,, tra le molte patologie, sta scritta in rosso anche questa: solitudine…«La solitudine – ha commentato Zucca – è l’altra faccia di un malessere che sta diventando un’emergenza sociale e culturale: la dipendenza. Dal lavoro, dagli psicofarmaci, dal gioco d’azzardo, dalla pornografia, persino dalla solitudine stessa. A Milano pensiamo alla diffusione della cocaina».Lei è appunto uno studioso di addiction…«La storia parte da lontano: dal Paolo Pini, dove all’inizio degli anni Settanta stavo facendo il mio tirocinio nel Servizio di Psicologia Clinica. Fu in quel periodo che esplose il fenomeno della droga. Cominciarono ad arrivarci ragazzi – persino dal distretto militare – che presentavano sintomi molto strani. Pian piano confessarono di assumere hashish, oppure acido lisergico, sulla scia di Timothy Leary. Poi arrivò l’eroina, dal giugno 1972».Data precisissima… «L’impressione dei ragazzi che ascoltai all’epoca fu quella che qualcuno avesse aperto un mercato, e in modo massiccio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302887
Teatro Italia «Don Giovanni» adattato ai tempi nostri Novembre 2, 2008
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teatro,italia,don,giovanni,adattato,tempi,nostriDal 4 al 9 novembre al Teatro Italia di Roma andrà in scena un «Don Giovanni» che seduce le donne, le abbandona, le tradisce, nasconde la sua vera identità. È questa l’inedita lettura della Spellbound Dance Company diretta da Mauro Astolfi che ha creato il balletto sul nuovo libretto di im tratto dall’opera di Mozart.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302907
L’accordo fantasma Ottobre 25, 2008
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accordo,fantasmaGli affari si fanno. Ma del testo dell’Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia non se ne vede traccia. Né in Parlamento, sede deputata a discutere e approvare l’Accordo, né a Palazzo Chigi, dove il testo dell’Accordo (firmato il 31 agosto 2008) deve ancora approdare.Storia di una «diplomazia a due livelli» che ha avuto come protagonisti, da parte italiana, personaggi che nulla hanno a che vedere con la nostra diplomazia, ma molto con il mondo degli affari: il riferimento è all’uomo di fiducia del Cavaliere, l’uomo d’affari tunisino Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca. Dei contenuti dell’Accordo, che pure aveva suscitato dibattito e polemiche, non si hanno notizie, mentre le prime pagine dei giornali sono «conquistate», e a ragione, dall’ingresso di capitali libici in Unicredit, come il tentativo, da parte italina, di «puntellare» Telecom sempre grazie ai capitali libici, tentativo, quest’ultimo, fallito per il crollo del titolo, e dell’appetibilità, di Telecom Italia. Storia di una discussione ritardata, e per ragioni che poco hanno a che vedere con la politica e, ancora una volta, molto con gli affari. Riflette una fonte diplomatica: «È evidente che in una fase di grave crisi finanziari, e con una recessione globale che bussa alle porte dell’Occidente, i capitali libici acquistano, come dire, una forte rilevanza politica.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80054
Tre bolidi sull’A12 seminano la polizia Ottobre 4, 2008
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tre,bolidi,sull,semiMomenti di panico nel primo pomeriggio di ieri sull’autostrada A12 tra Rosignano e Sestri Levante per una gara tra auto di lusso. Alle 13 sono entrate dal casello di Rosignano una Porsche gialla inglese e due auto con targa tedesca, una Lamborghini nera e una Ferrari Testa rossa; un’ora dopo, lasciate alle spalle, ben distanziate, le auto della polizia stradale che si erano messe all’inseguimento, i tre bolidi sono usciti al casello di Sestri Levante dove però Porsche e Lamborghini si sono tamponate. È stato calcolato che le vetture hanno percorso il tratto Rosignano-Sestri Levante a una media di 180 chilometri orari. A seguito del tamponamento, tre auto della polizia stradale hanno bloccato gli occupanti di Porsche e Lamborghini, mentre la Ferrari si dileguava. Le macchine partecipavano al Tour Italia per miliardari ed erano dirette a Montecarlo per un raduno previsto per oggi. Le due vetture, comunque, sono state sequestrate. I test per valutare il tasso alcolemico ai conducenti sono risultati regolari, così come i controlli per l’eventuale assunzione di droghe. Per nulla scomposti, i ricchi automobilisti accompagnati da splendide modelle e per nulla preoccupati, hanno confermato che raggiungeranno l’aeroporto di Nizza per essere comunque presenti al raduno di Montecarlo, seppure appiedati.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295593 nano,polizia
La «Casana», i suoi primi cinquant’anni Ottobre 4, 2008
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Nino Gotta, ex dirigente di Carige è direttore de «La Casana» da quarant’anni. In questo suo ricordo ci racconta la bella storia di una bella iniziativa editoriale.Il periodico di informazione e cultura edito dalla nostra banca compie cinquant’anni! L’esordio editoriale risale, infatti, al bimestre settembre-ottobre 1958 ed era programmato, secondo le intenzioni del Direttivo della banca editrice, per avere una cadenza di uscita bimestrale. La ragion d’essere era evidenziata nella presentazione di quel primo numero: per la Cassa di Risparmio di Genova era in atto un processo evolutivo collegato ad uno sviluppo di attività esaltante, sotto tutti i punti di vista, della vita economica e sociale dell’epoca.Espansione territoriale in atto, esigenza di nuove dimensioni e quindi necessità in termini di spazi per gli uffici di sede onde poter raggiungere efficienza e funzionalità adeguate ad una crescita esponenziale dell’istituto bancario. Nasceva da quella esigenza la decisione di dare alla Cassa una nuova sede centrale che rispondesse alle moderne esigenze di una banca – sempre più Banca e sempre meno Cassa – pur mantenendo per scelta economica ma anche sentimentale l’ubicazione storica, laddove per secoli aveva operato la «Casana», una benefica istituzione creata con il nobile scopo di combattere l’usura; ed era appunto così che i genovesi erano abituati a chiamare quella istituzione, trascurando l’origine etimologica di quel nome, non mai perfettamente definita.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295616
L’industria del terrore Settembre 17, 2008
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industria,del,terrorenewsA ridosso dell’11 settembre 2008 il Regno Unito è scosso da una sentenza inaspettata: le prove che il complotto dell’aeroporto dell’agosto 2006 voleva far esplodere in volo sette aviogetti con bombe liquide sono insufficienti a condannarne i membri. Tutti gli imputati meno tre, accusati di semplice «cospirazione», sono scarcerati. Non è la prima volta che una sentenza smentisce il governo di Sua Maestà; nel 2005 il complotto della ricina si rivela una farsa, la sostanza chimica è detersivo. Quella volta bastarono le scuse ufficiali di Blair, oggi invece sono già in piedi le cause civili. A imbastirle è l’industria dei trasporti aerei, penalizzata da una bomba inesistente. I costi sono da capogiro: solo la British Airways perde in pochi giorni 100 milioni di sterline; la BAA, la società aeroportuale britannica, si ritrova a spendere 250 milioni di sterline in più per adeguare la sicurezza alla nuova minaccia. Ed i viaggiatori? Tutti noi costretti a gettare bottigliette d’acqua, creme di bellezza e mascara nei bidoni della spazzatura prima dei controlli di sicurezza? Chi ci risarcirà per il tempo perso, lo stress, i prodotti abbandonati e le altissime tasse aeroportuali necessarie per proteggerci da ordigni fantasmi? A Londra, nel settimo anniversario della tragedia delle Torri Gemelle si chiude l’ultimo capitolo della politica della paura, un’epopea angosciante che ha visto l’occidente modificare il proprio stile di vita a causa del pericolo terrorista.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78904
Plastic city: Padrino cinese in salsa brasiliana – Cinema Agosto 31, 2008
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plastic,city,padrino,ciinfo Voleva essere un Padrino cinese in salsa brasiliana (non un boss del ballo!). Ha virato presto nel mondo dei videoclip e delle pubblicità delle scarpe da ginnastica, per poi trasformarsi in un Apocalypse now carioca, delirio finale dei due protagonisti perduti nella foresta Amazzonica ad espiare in mezzo a indigeni con giganteschi joint. Plastic city, in concorso, con un’ammiccante ragazza nuda e tatuata in locandina, è l’esordio un tantino pretenzioso di Yu Lik-wai, quarantenne cinese direttore della fotografia di tutti i film di Jia Zhangke, qui a Venezia Leone d’oro con Still life. La storia aveva tutti i crismi per catturare. Se non altro perché ficcava il naso a Liberdade, un quartiere multietnico di San Paolo, in Brasile, con la comunità di immigrati giapponesi più grande del mondo. Qui si mescola la povertà e il degrado dei luoghi malfamati alla ricchezza dei più fortunati. Su tutto domina Yuda, un contrabbandiere cinese (Joe Odagiri) e il figlio adottivo Kirin (Anthony Wong), che fa lo spaccone coi soldi di papà. Guadagnati smerciando prodotti contraffatti che arrivano su giganteschi container da quel laboratorio formato continente che è la Cina. E anche con un po’ di prostituzione e locali notturni. Schiacciare i clan rivali e corrompere i politici di turno non è un problema. Poi un giorno la politica tradisce (perché paga di più un altro mafioso), Yuda diventa un re nudo, arrestato, poi scarcerato ma senza la passata autorità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78513 newsnese,in,salsa,brasiliana,cinema
Plastic city: Padrino cinese in salsa brasiliana – Cinema Agosto 31, 2008
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plastic,city,padrino,cifree Voleva essere un Padrino cinese in salsa brasiliana (non un boss del ballo!). Ha virato presto nel mondo dei videoclip e delle pubblicità delle scarpe da ginnastica, per poi trasformarsi in un Apocalypse now carioca, delirio finale dei due protagonisti perduti nella foresta Amazzonica ad espiare in mezzo a indigeni con giganteschi joint. Plastic city, in concorso, con un’ammiccante ragazza nuda e tatuata in locandina, è l’esordio un tantino pretenzioso di Yu Lik-wai, quarantenne cinese direttore della fotografia di tutti i film di Jia Zhangke, qui a Venezia Leone d’oro con Still life. La storia aveva tutti i crismi per catturare. Se non altro perché ficcava il naso a Liberdade, un quartiere multietnico di San Paolo, in Brasile, con la comunità di immigrati giapponesi più grande del mondo. Qui si mescola la povertà e il degrado dei luoghi malfamati alla ricchezza dei più fortunati. Su tutto domina Yuda, un contrabbandiere cinese (Joe Odagiri) e il figlio adottivo Kirin (Anthony Wong), che fa lo spaccone coi soldi di papà. Guadagnati smerciando prodotti contraffatti che arrivano su giganteschi container da quel laboratorio formato continente che è la Cina. E anche con un po’ di prostituzione e locali notturni. Schiacciare i clan rivali e corrompere i politici di turno non è un problema. Poi un giorno la politica tradisce (perché paga di più un altro mafioso), Yuda diventa un re nudo, arrestato, poi scarcerato ma senza la passata autorità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78513 newsnese,in,salsa,brasiliana,cinema
Dopo il ricovero, il Dalai Lama sta bene. I medici: «Ha solo bisogno di riposo» Agosto 31, 2008
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Nessun pericolo per il Dalai Lama. Dopo il ricovero di giovedì al Lulavati Hospital di Mumbai, i medici fanno sapere che «l’unica cosa di cui ha bisogno è di riposo». Probabilmente il dolore allo stomaco che lo aveva colpito è solo dovuto al viaggio in Francia di 12 giorni finito la scorsa settimana. Sabato il Dalai Lama parteciperà alla giornata di manifestazioni organizzata in tutto il mondo per la pace e la libertà.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78491
Apre a un uomo che la ferisce e deruba Agosto 27, 2008
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Una cittadina colombiana è stata ferita con un’arma da taglio alla mano dopo che verso le 22,30 di lunedì sera ha aperto la porta della sua abitazione, in via Caroncini ai Parioli, a un uomo che, dopo averla colpita, l’ha derubata del cellulare e dei contanti. La donna, che dopo l’aggressione è scesa in strada per chiedere aiuto, è stata portata all’ospedale Villa San Pietro dove, dopo le cure, è stata dimessa con dieci giorni di prognosi.
<br><br><small>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286139 </small>