“Così venerdì si scioglie Forza Italia” novembre 16, 2008
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nostro inviato a Montecatini Term
L’annuncio di Denis Verdini,
coordinatore nazionale di Forza
Italia, non tradisce emozione: venerdì
il consiglio nazionale del
partito azzurro decreterà la confluenza
nel Pdl. «Oggi celebriamo
un funerale che chiude una
storia», dice Marcello Dell’Utri a
proposito dei suoi Circoli della libertà riuniti a Montecatini a discutere
del futuro del Pdl assieme a
mezzo governo: anch’essi si scioglieranno.
Oggi funerali dei Circoli, venerdì
di Forza Italia: onorevole Verdini,
è d’accordo?
«No, anche perché io sarei il becchino
ed è un mestiere che non
mi piace molto».
Ma il partito azzurro sparisce.
«Mi sento la levatrice del processo che formerà il più grande partito
italiano. È la realizzazione di
una storia iniziata nel ’94 che già
allora prefigurava il partito unico
con i moderati, i liberali, i cattolici,
i riformisti».
Il percorso è già definito?
«Dopo di noi ogni partito, secondo i propri
statuti interni, deciderà
la confluenza. A metà marzo
si celebra il congresso fondatore».
Come saranno scelti i delegati?
«Alleanza nazionale farà i
suoi congressi, noi presto
apriremo 10mila gazebo
in tutta Italia per indicare
i nostri delegati. Il
Pdl sarà il partito degli
elettori».
Come sono i rapporti con gli
altri futuri membri del Pdl?
«Ottimi, dobbiamo soltanto coordinare
le diverse modalità con
cui arrivare al congresso.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=306563
«Care Nazioni Unite, l’autodeterminazione vale anche per noi» agosto 27, 2008
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«Il Governo della Repubblica Malu Entu nella pienezza dei suoi poteri, chiede a questo congresso e a tutti i suoi componenti, anche in forma individuale dagli stati che lo compongono, che nello spirito della Carta di San Francisco, firmata il 26 giugno 1945, ed entrata in vigore il 24 Ottobre 1945 – statuto, che noi «Governo della Repubblica Malu Entu» accettiamo nella sua interezza, di essere ammessi e difesi da ogni atto ostile che avvenga contro il nostro popolo, in particolare ci rivolgiamo all’Italia, a che rispetti lo spirito della Legge N 848 del 17 agosto 1957; legge che rettifica e fa proprio il concetto della carta di San Francisco.Rendiamo noto che il Nostro Governo, ha deliberato il 04 Luglio 1978 in forma unilaterale l’Indipendenza statuale della Repubblica Malu Entu. Oggi in forma ufficiale, inoltriamo la richiesta della Repubblica di essere accolta e difesa dall’ONU.Precisiamo che nel formalizzare questa richiesta, abbiamo deliberato il limite delle Nostre acque territoriali in tre miglia marine dalle nostre coste – ribadendo alle Nazioni Unite la richiesta di aiuto nel caso di ogni violazione e oppressione che avvenga contro il popolo e l’integrità territoriale della nostra Repubblica; in particolare la violazione degli articoli 1-2-4-55 in forma integrale dello Statuto dell’Onu. Aiutandoci e rappresentandoci presso il Tribunale Internazionale, contro ogni violazione e oppressione che avvenga contro di noi. Questa richiesta: Viene inoltrata a tutti gli stati facenti parte delle Nazioni Unite, in forma bilaterale, proseguiamo descrivendo la nostra bandiera, e la morfologia territoriale della nostra repubblica Malu Entu».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286039
P2 e la memoria che non c’è luglio 21, 2008
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A volte il giornalista deve fare il postino lasciando ai lettori l’impegno di testimoniare la loro realtà. «La generazione di chi tace e nasconde non può essere una generazione innocente», scrive Giovanni Battista Righetto, Genova: è una delle 43 lettere che raccontano la delusione che avvilisce i protagonisti biologicamente nuovi nella vita del paese. Si sentono chiusi in un limbo artificiale: i nostri ultimi quarantanni affogano nei segreti che non tutelano la sicurezza dello stato, solo la vanità di un certo tipo di personaggi di una politica che vuol dire affari. «Votiamo senza sapere chi sono e con quali virtù si presentano». «Chi è nato attorno agli anni 80 deve fare i salti mortali per scoprire in quale modo si cominciava a disegnare la società della quale oggi paghiamo i conti», Sandra Losio, Brescia. «Le giovani generazioni non hanno soldi e tempo per recuperare certe notizie», G.R., Cremona. «Mio nipote di 17 anni ripete che se non avesse avuto la sottoscritta, né lui, né i suoi amici delle periferie romane avrebbero saputo e non avrebbero capito cosa è successo a Genova durante il G8, 2001». Doriana Goraci sfuma la rabbia in riflessioni di malinconia: «Non si vive il presente con coscienza individuale e collettiva se non si sa cosa è successo nel passato prossimo». «Le colpe di chi ha messo il lucchetto all’informazione non sono forse tanto gravi, ma impedire che cronache e storia ci spieghino da dove veniamo, suscita sospetti insopportabili», Gualtiero Riccio, Napoli.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77312
I sottoscrittori dell’appello (8) luglio 3, 2008
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Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76630
Striscia di Gaza, riaperti i valichi israeliani, arrivano i primi aiuti umanitari luglio 3, 2008
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Israele ha riaperto domenica i valichi di frontiera con Gaza, quattro giorni dopo averli serrati come reazione al lancio di razzi al-Qassam contro il suo territorio, ennesima violazione del cessate-il-fuoco con le milizie di Hamas nella Striscia di Gaza. Dalle otto del mattino ora locale, i valichi di frontiera di Karni e Sufa, così come quelli per il transito di combustibile di Nahal Oz e per le persone ad Erez, sono ritornati in attività, anche se ancora con parziali restrizioni. Entrano così in giornata a Gaza un’ottantina di camion carichi soprattutto di aiuti umanitari, il che dovrebbe alleviare il ferreo blocco imposto da Israele alla Striscia da quando, un anno fa, Hamas ne ha preso il controllo. La decisione di riaprire i valichi è stata presa nella notte dopo consultazioni telefoniche tra il ministro della difesa, Ehud Barack, il suo numero due, Matan Vilnai, e i servizi di intelligence militare e civile interno, lo Shin Bet, scrive il quotidiano israleiano Haaretz. Nel quadro della tregua, Israele aveva alleviato l’accerchiamento circa una settimana fa riaprendo i valichi rimasti per mesi inattivi. Tuttavia, prima la Jihad islamica -in risposta all’uccisione di uno dei suoi leader in Cisgiordania- e poi le Brigate dei Martiri di al-Aqsa avevano violato la tregua lanciando razzi al-Qassam e colpi di mortaio verso le località limitrofe di Israele, senza comunque causare vittime né danni. Israele allora aveva di nuovo chiuso i valichi con Gaza, riaperti in virtù dell’accordo raggiunto con la mediazione egiziana lo scorso 19 giugno.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76712